08/01/2012

Balanite nel bambino

Balanite nel bambino: cos'è e come si cura

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Accade di frequente che i maschietti lamentino dei piccoli fastidi al pisellino che spesso si presenta arrossato, gonfio e dolente. E’ il caso, ad esempio, della balanite.


Che cos’è la balanite?

La balanite è un’infiammazione del glande (la parte terminale del pene) causata, generalmente, da batteri, funghi o scarsa igiene. Nei bambini piccoli, il processo infiammatorio può essere scatenato anche dall’eritema da pannolino mentre nei bambini più grandicelli la balanite può dipendere dal fatto che il bimbo non asciughi bene il pisellino dopo aver fatto pipì.

L’infiammazione si presenta con arrossamento del glande, gonfiore, prurito, dolore, bruciore durante la minzione e possibili secrezioni. Se il processo infiammatorio interessa anche il prepuzio, si parla di balanopostite ( balano= glande; poste= prepuzio).



Come si cura la balanite?

La balanite è un’infezione che tende a risolversi in pochi giorni. E’ importante tenere ben pulito il pisellino del bambino, lavarlo accuratamente con acqua tiepida e detergenti non aggressivi e asciugarlo bene. Va ricordato che non bisogna forzare il prepuzio del bambino ad abbassarsi: questo potrebbe causare dolori al bimbo e fimosi cicatriziale. Se il bambino porta ancora il pannolino è importante cambiarlo di frequente e toglierlo per un po’ tutte le volte che è possibile. Si possono, inoltre, usare pomate specifiche per proteggere il pisellino del bambino. Quando il bimbo è più grandicello, è molto importante insegnargli ad asciugarsi accuratamente il pisellino dopo aver fatto pipì per prevenire l’infezione.

Se la balanite è causata da batteri, il pediatra può decidere di somministrare al bambino dei farmaci antibatterici. Se l’infezione, invece, è la conseguenza di una micosi il medico può prescrivere degli antimicotici. La balanite, generalmente, guarisce in fretta ma possono verificarsi situazioni in cui l’infiammazione persista a lungo. In questi casi, è importante contattare il medico perché una balanite trascurata può sfociare in fimosi.

24/08/2011

Bisogna tirare indietro la pelle del pisellino?

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La Domanda:

Desidererei avere delle informazioni chiare riguardo la cura del pene dei neonati poiché ho riscontrato la presenza di diversi pareri da parte dei pediatri e nelle diverse riviste specializzate. E' opportuno, come sostiene la pediatra(a mio avviso troppo giovane) del mio bimbo (e come fa ogni volta che lo porto) tirare la pelle del pene affinché si apra poco per volta o questa manovra non è assolutamente necessaria o addirittura dannosa per la possibilità di cicatrici? Nell'ultima visita, a sei mesi, la pediatra ha ripetuto la manovra e per tre giorni mio figlio ha avuto la punta del pene arrossata e lievi perdite ematiche. Ringrazio se mi farete un po' di chiarezza in merito.


La Risposta degli Esperti:

Si parla di fimosi quando il prepuzio (quell’anello di pelle che ricopre la parte terminale del pene, detta anche glande) non è sufficientemente ampio per permettere lo scoprimento del glande stesso. Alla nascita e nei primi anni di vita è considerata una condizione normale e le aderenze che si formano tra il prepuzio ed il glande, dette aderenze balano-prepuziali, fanno sì che la punta del pisellino sia quasi del tutto nascosta, impedendo o rendendo difficoltoso lo scorrimento del glande.

Per effetto di queste fisiologiche aderenze il prepuzio resta fissato alla punta del pene in almeno un quinto dei maschietti anche dopo i primi due anni di vita e si libera soltanto negli anni successivi, di solito prima dell’età scolare.

Non è mai necessario anticipare questa evoluzione naturale, anzi manovre di scoprimento forzato del glande troppo brusche, oltre a essere intensamente dolorose e traumatiche per il bambino, possono provocare vere e proprie lacerazioni spesso sanguinanti che, cicatrizzandosi, restringono ancora di più l’apertura poiché inducono una reazione fibrosa locale. Come conseguenza spesso è necessario un intervento chirurgico per risolvere una fimosi cicatriziale da sbrigliamento delle aderenze In alcuni casi poi la manovra di scoprimento della punta del pene può provocare la cosiddetta parafimosi: in altre parole la pelle del prepuzio tirata indietro stringe ad anello intorno al glande e non è più possibile riportarla in avanti per cui il pene, come strozzato dall’anello prepuziale, si arrossa intensamente e si gonfia provocando intenso dolore e rendendo necessario un intervento al pronto soccorso.

Concludendo è opportuno, soprattutto nel primo anno di vita, non eseguire alcuna manovra traumatica per risolvere la fimosi che, come abbiamo visto, è perfettamente fisiologica e destinata a risolversi spontaneamente nel tempo. E’ consigliabile mantenere un’adeguata igiene del prepuzio e del glande lavando i genitali tutti i giorni, eventualmente tirando indietro con molta delicatezza la pelle del prepuzio ma fermandosi immediatamente se si incontra resistenza o se il bambino mostra segni di fastidio.

Il Pediatra risponde
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a cura di: Dott. Vertua (pediatra)