20/03/2012
Sesso orale aumenta rischio HPV
Il Sesso Orale aumenta il rischio di Cancro orofaringeo tramite l' HPV
I ricercatori americani del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center di Baltimora con un recente lavoro pubblicato su Lancet Oncology (Lancet Oncol. 2010 Aug;11(8):781-9.) un importante studio osservazionale ed epidemiologico su l'aumento del rischio di incidenza del Cancro orofaringeo correlato all' HPV (Human Papilloma Virus).
Il dato di conferma proviene dall'osservazione della aumentata incidenza - soprattutto negli uomini di età inferiore ai 50 anni di questa malattia neoplastica anche in soggetti non fumatori e non abituali consumatori di alcol.
La nostra osservazione, sull'incidenza maggiore dell'uomo può albergare nelle maggiori difficoltà di protezione durante un rapporto orale attivo con partner femminile (cunnilingus) o alta promiscuità e scarsa protezione, fra omosessuali.
Lo studio conferma che la presenza di HPV nel cavo orale espone di ben 32 volte in più rispetto ad un soggetto non positivo per HPV all'insorgenza di questo tumore (carcinoma squaocellulare); il rischio di cancro è inoltre maggiormente triplicato nei soggetti HPV positivi fumatori e di 2,5 volte nei forti bevitori.
Altri dati significativi confermano che i pazienti che hanno avuto nella loro vita più di 6 partner con le quali hanno avuto sesso orale (attivo: fellatio o cunnilingus) sviluppano una percentuale di cancro - HPV correlato dell' 8,6% rispetto ad altri soggetti meno promiscui.
Nell'attesa di nuovi dati riguardanti soprattutto la reale efficacia del vaccino contro l'HPV nell'uomo, i consigli fondamentali per la sicurezza dei pazienti debbono vertere nella
1. Protezione attiva durante il sesso orale (condom)
2. Individuazione di lesioni precoci del cavo orale
Inoltre può risultare utile per un miglior follow-up dei pazienti e per individuare i soggetti a più alto rischio, l'effettuazione di tests specifici per la individuazione di ceppi responsabili di questo tumore - HPV 16 in primis, mediante tecnica di amplificazione del genoma virale.
Le Figure di riferimento per la tutela della Salute del paziente sono il medico di famiglia in primis e sicuramente lo Specialista in Malattie Sessualmente Trasmissibili, ovvero il Venereologo:
utile rivolgersi al Venereologo, per la valutazione di lesioni delle mucose del cavo orale e per la effettuazione dei sopraccitati tests specifici; ovviamente la Tutela della Salute in questo caso non deve significare facili allarmismi, ma vuole sottolineare l'importanza della prevenzione primaria in un tipo di rapporto sessuale, che molti considerano erroneamente "relativamente sicuro" senza alcuna protezione, rispetto ad altri tipi di rapporti sessuali - e che invece può trasmettere oltre a quanto asserito dai ricercatori Johns Hopkins Kimmel Cancer, anche altre malattie sessualmente trasmissibili importanti (Sifilide, Gonorrea, Chlamidia, Herpes, Condilomi - HPV, Balanopostiti / Balaniti in primis).
23:56
Scritto da: elefantino24
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20/01/2012
HPV: vaccino utile anche per gli uomini

HPV: vaccino utile anche per gli uomini
Il vaccino contro il papillomavirus umano (Hpv), disponibile per le ragazze contro i tumori del collo dell’utero, potrebbe essere un utile strumento di prevenzione anche nell’uomo, riducendo l’incidenza dei tumori dell’area genitale, in particolare quelli dell’ano e del pene. Le certezze sull’argomento sono ancora poche e si tratta di un’ipotesi ancora sperimentale, ma uno studio americano ha dimostrato che il vaccino quadrivalente contro l’Hpv è sicuro e induce un’efficiente risposta immunitaria.
LO STUDIO – I ricercatori del St. Louis College of Pharmacy hanno selezionato, fra gli studi pubblicati in lingua inglese, tre sperimentazioni che hanno valutato immunogenicità e tollerabilità del vaccino quadrivalente su più di 1.100 maschi fra i 9 e i 26 anni. Più del 99,5 per cento di questa popolazione è andata incontro a sieroconversione per Hpv 6, 11, 16 e 18 dopo un mese, mentre gli anticorpi sono risultati più alti di quelli presenti nelle donne di età compresa tra 16 e 26 anni. Inoltre, la risposta immunitaria appare persistente dopo un anno in più del 92,5 per cento dei soggetti vaccinati. Un altro dato importante è la riduzione dell’identificazione di nuove lesioni anogenitali nei maschi due anni e mezzo circa dopo la somministrazione del vaccino. Dal punto di vista del profilo di sicurezza il prodotto è risultato ben tollerato. I più comuni eventi avversi consistono in sincope, febbre, reazioni sul sito di inoculazione, vertigini, nausea e mal di testa.
L’INFEZIONE – Il papillomavirus è molto comune e nella quasi totalità dei casi non dà disturbi di sorta. In alcune circostanze, però, si cronicizza e può favorire l’insorgere di condilomi e di tumori. Il virus è responsabile della maggior parte dei casi di tumori del collo dell’utero (contro i quali è possibile vaccinare le ragazze) e un suo ruolo è stato dimostrato anche per i tumori dell’ano, del pene, del cavo orale. Da più parti si sottolinea l’utilità di una vaccinazione anche per i ragazzi, sia per limitare il contagio nelle donne non vaccinate, sia per prevenire tumori maschili dell’area urogenitale. Negli Stati Uniti l’Fda ha già approvato l’indicazione al vaccino per i giovani fra i nove e i 26 anni, in Europa si sta valutando la questione.
FONTE: http://www.liquidarea.com/2010/08/hpv-vacc...per-gli-uomini/
18:37
Scritto da: elefantino24
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19/01/2012
Vaccino HPV: valido, ma non abbassare la guardia

Vaccino HPV: valido, ma non abbassare la guardia sull’importanza dei rapporti protetti
Dopo essersi sottoposte al vaccino contro il Papillomavirus umano (Hpv) – virus trasmissibile a livello sessuale che può provocare lesioni ai genitali e il cancro al collo dell’utero – una teen-ager su quattro è convinta di essere protetta anche da altre patologie come l’Hiv, la sifilide e la gonorrea, contro le quali, invece, il vaccino anti-Hpv risulta del tutto inefficace.
A dirlo è uno studio americano finanziato dal National Institutes of Health e pubblicato su Archives of Pediatric & Adolescent Medicine che ha esaminato un sondaggio condotto su 339 ragazze tra 11 e 21 anni circa la loro percezione del rischio dopo la prima vaccinazione Hpv.
La maggior parte delle adolescenti ha riferito di essere consapevole dell’importanza di avere rapporti sessuali sicuri e protetti in ogni caso, ma il 23,6% crede di essere meno a rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse dopo la vaccinazione.
I medici del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center (Usa) hanno rilevato che tra i fattori che moltiplicano i rischi ci sono la mancanza di informazioni sul vaccino e sull’infezione da Hpv, e la minore paura dell’Hpv e quindi comportamenti sessuali meno sicuri, come rapporti senza preservativo. “I medici dovrebbero discutere con le ragazze e le loro madri i limiti del vaccino e la sua reale azione”, spiega Tanya Kowalczyk, che ha condotto lo studio.
FONTE: http://www.liquidarea.com/2012/01/vaccino-...A%3A%3A%3A..%29
23:11
Scritto da: elefantino24
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